La cucina tredoziese affonda le sue radici in quella parte di Romagna Toscana dove gli abitanti sono più che altrove legati alla tradizione e il concetto di ospitalità conserva intatto il suo valore.
Due sono le parole chiave del nostro dizionario gastronomico: "e bé" (il bere) e la "minestra" cioè qualsiasi tipo di pasta asciutta o in brodo.
Le minestre infatti esprimono bene quella cucina povera in quanto a raffinatezza, elaborazione o manipolazione, ma ricca di elementi genuini e gustosi che ne rivelano la matrice contadina. Dai "manfrigoli con fagioli" ai "lisagné coi sufrétt" (o brodo matto), dai tortelli di patate alla "paciarela" e tanti altri patti tipici.
Un discorso a parte meritano i "cappelletti" fatti con ripieno di raviggiolo (formaggio fresco locale) e cotti con brodo di cappone, insostituibile piatto natalizio delle famiglie tredoziesi.
Va ricordato inoltre quale piatto tradizionale il "bartolaccio" tipico tortello salato cotto sulla piastra: pietanza posta al centro dell'attenzione della Sagra che si svolge la prima e la seconda domenica di novembre di ongi anno.
Le ricette
Paciarela
Ingredienti:
- 1 kg. di farina di granoturco
- 2 o 3 porri
- 2 o 3 hg. di fagioli
- 2 hg. di pancetta di maiale
Preparazione:
Mettere a mollo i fagioli secchi nell'acqua una notte intera, scolarli e farli lessare. A parte fare soffriggere i porri tagliati a julienne con la pancetta a cubetti, aggiungere poi i fagioli precedentemente lessati, un po’ d'acqua e fare cuocere il tutto finché l'acqua si sarà asciugata. A parte preparare la polenta, aggiungendo piano piano all'acqua fatta bollire sul fuoco la farina, avendo cura di amalgamare il tutto, per evitare che faccia i grumi. Lasciare la polenta morbida e quando è pronta, aggiungere l'intingolo di fagioli, porri e pancetta, mescolare e servire.
La cucina tredoziese che si è tramandata fino ad oggi, era fatta di piatti poveri come la paciarela. Il piatto forte della cucina era costituita dalla minestra, a cui venivano aggiunti pezzi di carne o verdure.
Bartolaccio
Ingredienti:
Per la sfoglia:
- 1 kg. di farina
- 1 cubetto di lievito di birra (dose per 1 kg. di farina)
- acqua quanto basta per impastare
Per il ripieno:
- 1 kg. di patate
- 1 hg. di pancetta di maiale
- 1 hg. di formaggio grattugiato (pecorino o formaggio stagionato)
- sale, pepe e aromi
Preparazione:
Lessare le patate e a parte soffriggere la pancetta. Unire alle patate la pancetta, il formaggio grattugiato, sale, pepe e aromi e amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo.
Preparare la sfoglia versando la farina a fontana ed aggiungendovi il lievito e l'acqua; amalgamare il tutto e tirare l'impasto fino ad ottenere una sfoglia non tanto fine. Ritagliare dei quadrati, riempire i quadrati di sfoglia con il composto di patate precedentemente preparato ed infine chiudere, formando un tortello.
Cuocere i bartolacci così ottenuti sulla piastra.
Una variante alle patate, può essere l'utilizzo della zucca.
Ode al Bartolaccio
La patata disse un giorno alla pancetta:
"Sono lessa per te"
E matrimonio fu.
Viaggio di nozze là nel parmigiano,
tornarono col pepe nella mano;
e per dare a questa unione più sapore
riempirono di spezie il loro amore.
Si unirono di acqua e di farina in un abbraccio
e nacque qui a Tredozio il "Bartolaccio".

